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Dovadola: stato della viabilita'

L'Amministrazione di Dovadola ha commissionato uno studio sullo stato della viabilità del territorio allo scopo di avere un'analisi dettagliata sulle problematiche del reticolo viario che nel corso dei secoli si è formato e che è importante per la mobilità delle persone e delle cose. Il lavoro ha permesso di fotografare le criticità e darà la possibilità di prendere i conseguenti provvedimenti. Infatti la competenza in capo al Comune della disciplina di gran parte delle strade affida all'ente gravose responsabilità che recenti accadimenti in territori limitrofi hanno evidenziato mettendo quei Comuni in gravissime difficoltà economiche per pagare risarcimenti a cittadini vittime di incidenti.
Lo studio, elaborato su incarico dell'amministrazione dovadolese al tecnico Paolo Rosetti, ha avuto come base l'ultimo elenco delle strade comunali e vicinali di uso pubblico che risale a oltre cinquanta anni fa, di fatto superato e in molti casi non più corrispondente alle modifiche intervenute in alcuni punti del territorio. Le strade sono state analizzate una alla volta confrontando sulla mappatura precedente i dati catastali attuali, le informazioni contenute nelle più recenti cartografie regionali e le foto satellitari di Google Hearth. "Tutti questi elementi, precisa l'assessore Marco Carnaccini, sono stati confrontati fra di loro; in particolare le mappe catastali sono servite per individuare i sedimi delle vecchie strade e addirittura le mulattiere che servivano da collegamento tra poderi per capire dove si trovavano i tracciati storici rispetto a quelli attuali". Non a caso dal rilievo effettuato emerge che il territorio ha subito un forte cambiamento sia dal punto di vista sociale sia morfologico e di conseguenza anche diverse strade o loro diramazioni hanno di conseguenza mutato la loro funzione. Con il progressivo abbandono della coltivazione di gran parte dei poderi della collina e della montagna il dissesto idrogeologico con continui smottamenti e frane ha raggiunto ovunque livelli preoccupanti e il reticolo stradale, che veniva curato da chi viveva in quelle zone, è ora quasi completamente abbandonato e in progressiva rovina. A questo proposito si può fare un esempio esplicativo; la strada vicinale San Martino Calboli risulta essere presente nelle mappe catastali ma dalle foto satellitari e in seguito a un sopralluogo si è potuto appurare che ora è un campo coltivato. "A questo punto, dichiara il sindaco Gabriele Zelli, è nostro intendimento presentare lo studio alle associazioni che rappresentano gli agricoltori e ai privati cittadini per raccogliere suggerimenti e proposte. Successivamente lo studio sarà sottoposto al Consiglio Comunale per procedere alla declassificazione dei tracciati stradali che non hanno più le caratteristiche di viabilità pubblica".

Convenzione che disciplina i rapporti fra la civica amministrazione e il gruppo locale di Protezione Civile

Nel corso di una delle ultime sedute del 2014 il Consiglio Comunale di Dovadola ha approvato una convenzione che disciplina i rapporti fra la civica amministrazione e il gruppo locale di Protezione Civile. "È un atto importante, dichiarano l'assessore Marco Carnaccini e il sindaco Gabriele Zelli, perché stabilisce rapporti di collaborazione ancora più proficui con i volontari dell'associazione che si sono sempre distinti in paese e in alcune zone d'Italia quando sono accorsi per portare aiuto a popolazioni colpite da calamità naturali". Nel caso specifico la Protezione Civile di Dovadola fornirà un apporto in caso di allerta neve impegnandosi a pulire le strade, le piazze e i marciapiedi del paese, oltre a occuparsi dello spargimento del sale nei pressi delle strutture pubbliche dove quotidianamente si recano molte persone (scuole, casa di riposo, ufficio postale, teatro, uffici comunali, ecc.). Determinante sarà il ruolo dei soci del sodalizio nel caso si debba portare soccorso a persone che dovessero rimanere isolate nell'ambito del territorio comunale.
L'Associazione si adopererà, inoltre, per attivare un centro di avvistamento per la prevenzione degli incendi che dovrà essere sempre attivo in caso di emergenza siccità, per monitorare eventuali movimenti franosi e le piene del fiume Montone. Più in generale ai volontari dovadolesi verrà chiesto un supporto in occasione di spettacoli pubblici e per la redazione del Piano di protezione civile e al suo aggiornamento. "Le nostre volontarie e i nostri volontari, specificano Mirco Tedaldi e Roberto Bartolini, presidente e vice della Protezione Civile di Dovadola, appositamente formati e dotati di attrezzature adeguate entreranno in azione in tutte quelle occasioni che gli organismi preposti ci chiameranno a intervenire, così come abbiamo fatto nel corso di quindici anni di attività distinguendoci per la professionalità e l'umanità con cui abbiamo operato, ad esempio dopo il terremoto Abruzzo e in Emilia". Da non sottovalutare il ruolo che il gruppo svolge dal punto di vista sociale e aggregativo durante il corso dell'anno quando si rende protagonista di momenti di festa, di gite e di supporto a gran parte delle manifestazioni che si svolgono a Dovadola.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella foto i componenti della Protezione Civile di Dovadola insieme al sindaco Gabriele Zelli

Festa Epifania

In occasione della festa dell'Epifania il Circolo Azzurro di Dovadola, proseguendo una tradizione che si rinnova da ben ventitré anni, ha preparato per i bambini del paese la "calza più lunga del mondo" (ben cento metri di lunghezza). L'iniziativa, che si è svolta nel corso del pomeriggio di martedì 6 gennaio 2015, ha registrato la partecipazione di un folto pubblico, anche grazie a una splendida giornata di sole. Dapprima si è tenuta una tombola ricca di premi organizzata dell'Oratorio Don Giovanni Bosco a favore delle missioni salesiane in Perù. Poi tutti i bambini presenti fino ai dieci anni di età hanno ricevuto in dono una calza della Befana, omaggio molto gradito .
Durante il corso della manifestazione è stato allestito dai soci della Protezione Civile uno stand per la distribuzione di bevande e piadina fritta. Un giudizio molto positivo sull'iniziativa è stato espresso da Don Alfeo Costa, parroco di Dovadola, perché è un "momento di divertimento e di vera aggregazione di tutte le famiglie che non dimentica il valore della solidarietà verso quelle popolazioni che hanno meno di noi".

Il Comune di Dovadola ha ottenuto un mutuo di 60.000 euro dalla Cassa Depositi e Prestiti per la realizzazione di lavori di straordinaria manutenzione del campo sportivo e degli annessi locali di servizio. Sono interventi indispensabili anche per adeguare alle normative l'impianto che ospita le partite del campionato di calcio, serie promozione, dov'è iscritto, dopo due campionati vinti nelle serie inferiori, il Real Dovadola, la squadra del paese che da quest'anno è riuscita a costituire anche una squadra di calcio di giovanissimi mista, cioè composta da maschi e femmine, che conta già una ventina di componenti seguiti da professionisti del settore; tra questi Davide Carbonari, attaccante della prima squadra nonché laureando in Scienze motorie.
Nello specifico i lavori che verranno eseguiti al termine del campionato in corso prevedono il rifacimento degli spogliatoi sia dei giocatori sia della terna arbitrale, nuovi impianti termoidraulici e dei dispositivi per l'acqua calda, l'adeguamento del quadro e dell'impianto elettrico al servizio del campo di calcio, l'installazione di un impianto audio con relativa postazioni microfonica,. l'adeguamento di un'area per gli allenamenti. Il progetto è stato redatto, su incarico dell'Amministrazione comunale, dalla società G.P.S. Srl e in particolare dal tecnico dovadolese Giampaolo Dall'Agata, cittadino che da molti anni non fa mai mancare il suo supporto alle esigenze delle manifestazioni che le varie associazioni promuovono a Dovadola.
"Si procederà in questo modo, dichiara il vicesindaco con deleghe ai lavori pubblici Kabir Canal, a effettuare interventi ineludibili, premiando così anche l'ottimo lavoro svolto in questi ultimi anni dalla società calcistica presieduta da Francesco Schiumarini, dall'allenatore Luca Fabbri e da tutto lo staff del Real Dovadola. I due campionati vinti, l'impegno quotidiano e l'attività nei confronti dei giovanissimi hanno creato quel senso di comunità e appartenenza che, nonostante le difficoltà economiche, anche l'Amministrazione comunale ha posto fra i suoi obiettivi. I tanti cittadini e tifosi, non solo dovadolesi, che si sono avvicinati alla squadra sono un patrimonio importante sul quale investire ulteriormente". Soddisfazione è per quanto sta facendo il Real Dovadola è  stata espressa in più occasioni anche da parte del sindaco Gabriele Zelli che non dimentica la necessità di dotare il campo sportivo di una struttura per coprire la tribuna. "Un investimento che nelle condizioni attuali non è sopportabile dal bilancio del Comune, evidenzia il primo cittadino, ed è per questo che stiamo valutando la possibilità di cercare finanziamenti provenienti da altri enti o fondazioni".

Dall'ultima decade del mese di dicembre 2013 al 31 marzo 2014 il territorio delle Province di Bologna, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Forlì - Cesena e Rimini è stato colpito da eccezionali avversità atmosferiche che hanno provocato numerosi fenomeni franosi, l'esondazione di corsi d'acqua e allagamenti con conseguenti danneggiamenti di edifici pubblici e privati, delle infrastrutture varie e di diverse attività produttive. "Nel territorio del Comune di Dovadola, ricorda il sindaco Gabriele Zelli, si verificarono vari movimenti franosi che interessarono diversi tratti della strada consorziale denominata "della Pittarola", importante nodo intervallivo del reticolo secondario delle strade di uso pubblico. Conduce, infatti, da Dovadola a Predappio e a Rocca San Casciano".
Il crollo di massi distrusse in gran parte tratti di un muro di contenimento realizzato in gabbioni e pietrame. Inoltre una seconda frana ha interessato un ulteriore lungo tratto stradale. Essendo urgenti e indifferibili gli interventi di ripristino dell'arteria stradale, il Consorzio di Bonifica della Romagna si assunse il compito di attivare la procedura relativa alla richiesta dei fondi per interventi di Protezione civile. Con deliberazione del Consiglio dei Ministri del 30 giugno 2014 fu dichiarato lo stato di emergenza fino al 27 dicembre scorso; ora con determinazione del Direttore regionale dell'Agenzia di Protezione civile sono stati stanziati 66.000 euro per ripristinare le condizioni di sicurezza sulla strada della Pittarola. I fondi sono stati destinati al Consorzio di Bonifica, in quanto ente attuatore.
"Il progetto di ripristino, spiega il geometra Maurizio Perpignani del Consorzio che dirigerà anche i lavori, è stato consegnato nei termini previsti". "Mentre le opere da eseguire, continua il geometra Mattia Valgimigli del medesimo ente, avranno lo scopo di ripristinare le infrastrutture danneggiate. In sintesi i lavori consisteranno nell'eliminazione e nella pulizia delle pareti della strada dai massi pericolanti; nel rivestire con rete metallica, compreso la collocazione di ancoraggi e di tiranti di fune d'acciaio, l'area di frana; nella ricostruzione del muro di sostegno in gabbioni metallici e pietrame. Le opere verranno effettuate direttamente dal personale del Consorzio non appena le condizioni atmosferiche lo permetteranno perché è necessario operare nella più completa sicurezza".
Il vice sindaco di Dovadola, Kabir Canal, nel sottolineare l'urgenza dei lavori ricorda che: "La strada della Pittarola è molto importante tanto che in passato in passato, in occasione della chiusura della Strada Statale 67 Tosco Romagnola a causa di una frana in località Pantera (frazione di Dovadola ai confini con Rocca San Casciano), rappresentò una valida alternativa per il traffico dell'intera vallata dell'Acquacheta".

Pranzo degli anziani

In previsione delle feste natalizie un'attenzione particolare è stata riservata agli ospiti della Casa di riposo Zauli e agli anziani di Dovadola. Si è iniziato giovedì 18 dicembre quando alle ore 10.30 il vescovo di Forlì - Bertinoro Monsignor Lino Pizzi ha celebrato la Santa Messa presso i locali dell'Hospice, su invito del dottor Marco Maltoni, responsabile Unità Operativa Hospice dell'AUSL, e con la visita degli alunni della scuola elementare che hanno portato gli auguri in musica a tutte le persone seguite dalla struttura. Per sabato 20 è in programma il tradizionale pranzo degli anziani del paese, occasione per stare insieme e per ribadire ancora una volta che sono una risorsa importante per Dovadola. Al momento conviviale, a base di piatti tipici della cucina romagnola, che verrà organizzato dall'Amministrazione comunale presso l'agriturismo Ca' di Rico, parteciperanno il sindaco Gabriele Zelli e gli assessori comunali Kabir Canal e Marco Carnaccini. Durante il pomeriggio dello stesso giorno il gruppo "Ciapa Cialdini" di Modigliana sarà presente presso il salone della Zauli per allietare i presenti con brani della tradizione popolare romagnola e italiana. Al termine dell'esibizione ci sarà il brindisi augurale durante il quale il sindaco Gabriele Zelli e il presidente dell'ASP Alfredo Boschini riaffermare che salvare la struttura di Dovadola fu una scelta giusta, verrà sottolineato l'andamento positivo dei conti e la grande professionalità con la quale continua a operare il personale dipendente.

Corso di alta formazione "Economia e Management delle organizzazione no profit a movente ideale" presso il Museo Benedetta Bianchi Porro

Con la lezione magistrale del professor Stefano Zamagni dell'Università di Bologna, tenuta giovedì 11 dicembre presso il Museo Benedetta Bianchi Porro di Dovadola, è iniziato il corso di alta formazione "Economia e Management delle organizzazioni non profit a movente ideale", promosso dalla Scuola di Economia, Management e Statistica di Forlì e coordinato da Sofia Bandini e Rebecca Levy Orelli.  Il contenuto del corso parte da un'idea innovativa di economia che concilia efficienza ed equità, profitto e solidarietà, crescita economica e crescita sociale. L'iniziativa si richiama alla figura della Venerabile Benedetta Bianchi Porro e si propone, pertanto, l'obiettivo di approfondire le conoscenze di carattere economico giuridico e manageriale delle organizzazioni che riconoscono nella propria attività un movente ideale; in particolare quelle che operano nel settore sociale, educativo, sanitario. A tal fine il corso svilupperà tematiche in grado di fornire un taglio manageriale, giuridico ed economico coniugando, al medesimo tempo, tale impostazione con una visione etica dell'impatto,che richiamandosi all'enciclica Centesimus Annus, deve essere intesa come comunità di uomini che producono per rispondere ai bisogni di altri uomini, dove il profitto è importante, perché è un segno di efficienza, ma non è il suo unico scopo.
Il corso, ancora unico nel suo genere nel vasto panorama italiano, si prefigge di fornire una formazione valoriale e tecnico operativa a persone già occupate nelle organizzazioni non profit a movente ideale e a giovani neolaureati interessati ad avviare un percorso professionale in questo ambito; per altro verso rafforza la cultura ed i processi identitari tipici delle organizzazioni non profit già ampiamente sviluppati nel percorso di studi in Economia Sociale della Scuola di Economia di Forlì.

Una pianta per Nadia: venerdì 21 novembre

Nel corso dello scorso anno scolastico gli alunni delle scuole di Dovadola hanno affrontato unitamente agli insegnanti il tema dell'educazione alla legalità. Hanno approfondito il tragico problema delle vittime della mafia e in particolare la strage del 27 maggio 1993 a Firenze. "Cosa Nostra", con l'intenzione di provocare danni irrimediabili alle opere d'arte conservate negli Uffizi, lasciò nei pressi un furgone colmo di tritolo facendo saltare in aria la sede dell'Accademia dei Georgofili. Nello stesso edificio viveva la famiglia Nencioni, poichè la moglie del capo famiglia lavorava come custode nella torre dei Pulci. Tutta la famiglia: il babbo, la mamma e le figlie Nadia, di nove anni, e Caterina di appena cinquanta giorni morirono insieme a uno studente universitario che passava per caso da quelle parti. 
Al termine del lavoro, il Consiglio Comunale dei ragazzi di Dovadola ha proposto all'Amministrazione comunale di piantare almeno una pianta (l'indicazione era per uno o più ulivi) nel cortile dell'edificio scolastico per ricordare Nadia Nencioni, con la prospettiva di collocarne altre in modo da creare un luogo alberato e dotato di panchine per metterlo a disposizione dei cittadini.
"Abbiamo immediatamente aderito alla richiesta, informa il sindaco Gabriele Zelli, tanto che venerdì 21 novembre 2014, alle ore 10.30, verrà messa a dimora una pianta di frassino, ritenuta più adeguata in relazione al luogo e alle condizioni atmosferiche che potrebbero, in caso di inverno rigido, non favorire la crescita di un ulivo". La pianta, che è stata scelta personalmente dall'assessore Marco Carnaccini presso il vivaio dell'Azienda Regionale Forestale di Santa Sofia, verrà dedicata a Nadia, coetanea dei ragazzi e ragazze di Dovadola che frequentano la scuola, e verrà denominato proprio "la pianta di Nadia", in modo che crescendo possa essere segno di vita e non di morte.

Domenica 16 novembre 2014: i soci della sezione di Italia Nostra delle Vallate del Rubicone e dell'Uso hanno visitato Dovadola e a Terra del Sole

È stata una giornata molto intensa quella che hanno vissuto domenica 16 novembre 2014 i soci della sezione di Italia Nostra delle Vallate del Rubicone e dell'Uso visitando prima Dovadola e poi la cittadella medicea di Terra del Sole. A Dovadola sono stati accolti di buon mattino dal sindaco Gabriele Zelli e da Foscolo Lombardi, quest'ultimo nella sua duplice veste di liutaio, la cui bottega è stata la prima tappa del gruppo, e di storico locale. Successivamente gli ospiti hanno sono andati alla scoperta del paese, che quest'anno si è distinto per aver dato vita a una serie molto importante di appuntamenti per ricordare Benedetta Bianchi Porro in occasione del cinquantesimo della morte e per aver saputo organizzare una delle edizioni della sagra del tartufo fra le più partecipate di sempre, percorrendo le strade della parte rinascimentale con tappe lungo la murata (via Tartagni Marvelli) che conduce alla Rocca dei Conti Guidi e al settecentesco oratorio di Sant'Antonio e San Gennaro. Le ultime due tappe sono state dedicate ai luoghi spirituali per eccellenza di Dovadola e non solo: la Badia di Sant'Andrea, dov'è conservato il monumento sepolcrale della Venerabile Benedetta realizzato dallo scultore Angelo Biancini, e il Santuario e Eremo di Montepaolo, luogo della prima residenza in Italia di Sant'Antonio di Padova; località dalla quale parte il "Cammino di Assisi (Cammino di San Francesco). Dopo l'ottimo pranzo, consumato presso la Trattoria Montepaolo, la comitiva si è trasferita a Terra del Sole, dove la guida Chiara Macherozzi, in accordo con il presidente della Pro Loco Enzo Amadori, ha fatto visitare agli ospiti gli edifici più importanti della cittadella medicea anticipando in questo modo le celebrazioni per della fondazione della "Città del sole".

Riaperta al traffico la Strada Vicinale della Samoggia

Finalmente riapre al pubblico transito la via Vicinale della Samoggia. "Si tratta di una strada, precisa il sindaco Gabriele Zelli, che era stata chiusa al traffico due anni fa a causa di un movimento franoso. Considerata la situazione di non transitabilità l'Amministrazione comunale aveva iniziato addirittura la procedura per declassificare la strada da pubblica a privata, ma i recenti accadimenti alluvionali e uno studio commissionato appositamente sulle vie di comunicazione vicinali e interpoderali dovadolesi ci hanno fatto recedere dalle nostre intenzioni".
Infatti la bomba d'acqua che si è abbattuta sul territorio nel settembre 2014 ha lesionato e reso inagibile l'altro e unico collegamento intervallivo con il fondovalle del Samoggia, lasciandolo, di fatto, isolato. "Tutto questo con grave disagio per le aziende agricole di zona, prosegue l'assessore Marco Carnaccini. Non a caso nello studio che ci è stato recentemente consegnato viene sconsigliato di avere un'unica via d'accesso come collegamento intervallivo con l'area del faentino, mentre per altre situazioni si potrà procedere alla declassificazione  delle strade che per il loro stato e la loro effettiva funzione non hanno più una connotazione pubblica".
Per la sistemazione della strada in questione va segnalata la professionalità e la competenza delle maestranze del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, in particolare del geometra Rossano Montuschi, che hanno utilizzato fondi stanziati per far fronte a simili situazioni.

Domenica 2 novembre 2014 ha chiuso la mostra allestita presso l'Oratorio di Sant'Antonio

Domenica 2 novembre 2014 ha chiuso la mostra allestita  presso l'Oratorio di Sant'Antonio, via Tartagni Marvelli, dagli artisti dovadolesi per il ciclo "Quando l'arte è F.A.T.A. (Fuoco, Acqua, Terra, Aria)", quest'anno dedicata all'acqua. L'annuale  esposizione mi ha dato la possibilità, con uno scritto sul catalogo, di sviluppare  ulteriormente il ragionamento già avviato sulla necessità di continuare a investire in cultura a Dovadola e non solo. Non mi sono cimentato, pertanto, in una disquisizione critica sul lavoro dei singoli artisti, che vanno ringraziati e elogiati anche per il solo fatto che non fanno mancare il loro sostegno alla manifestazione. Non solo, quando sono stati chiamati da Serena Venturelli, presidente dell'Associazione che li riunisce, a fornire un proprio contributo sulla figura di Benedetta Bianchi Porro hanno accettato di buon grado dando vita a un'altra mostra "Arte per Benedetta" facendo in modo che divenisse un nuovo appuntamento particolarmente importante e significativo, anche questo appena concluso. Proprio perchè le occasioni espositive e culturali a Dovadola stanno aumentano ci dobbiamo chiedere vale la pena continuare su questa strada? Vale ancora la pena investire in cultura? Aprire una biblioteca, o un teatro, è un investimento in perdita o in attivo? Nell'immediato magari potrebbe apparire come una perdita di risorse che più "utilmente" potrebbero essere destinate a qualcosa di più concreto e tangibile. Ma ovviamente sappiamo tutti che non è così perché una biblioteca, un teatro, le manifestazioni artistiche  generano valori che non sono misurabili. Sottovalutare gli effetti positivi a lungo termine di investimenti "a perdere" come quelli per la cultura significa disconoscere ad esempio il valore di un'invenzione. A cosa serve un'invenzione prima che serva a qualcosa? 
Pensiamo a quanto ancora oggi dobbiamo al Rinascimento. Attraverso quel linguaggio il nostro paese ha dato identità a se stesso. Quando si parla di investire sulla cultura dovremmo essere capaci di non fare calcoli. Proprio perché sono impossibili da fare. La cultura non è solo un fatto economico, ma anche sociale di incalcolabile valore perché genera nel tempo una società più avanzata. Come Italia siamo a un bivio: o investiamo nella formazione, nell'istruzione, nella ricerca e nella cultura, che è la strada dei paese più avanzati, oppure ci neghiamo il futuro. Senza dimenticare che aumenterà il divario tra il nostro paesi e gli altri che investono in questi campi da sempre e continueranno in questa direzione. Semplicemente finiremo per essere ancor più emarginati e perderemo la nostra capacità di capire il mondo, oltre che posti di lavoro. Prendiamo a esempio uno dei fenomeni più preoccupanti degli ultimi decenni quello dell'emigrazione verso l'Occidente di decine di migliaia di persone con le conseguenti tragedie che quotidianamente si verificano. Solo attraverso lo studio, le ricerche serie sui meccanismi di emigrazione e la storia di quei popoli, possiamo capire qualcosa di più di quello che accade e quindi intervenire senza buttare soldi dalla finestra. Invece oggi qualsiasi intervento nasce dalla lettura caricaturale del fenomeno fatto da un  giornalismo e da una politica di basso livello. Così pagheremo prezzi sociali altissimi e rimarremo vittime dei nostri pregiudizi.
C'è un'Italia che vive per la cultura, va ai festival, acquista libri, assiste ai concerti, frequenta le sale cinematografiche, ma c'è soprattutto un'Italia che ha ridotto le proprie attese a tutti i livelli, anche quelli culturali. Guarda solo la televisione e si rinchiude nella propria dimensione domestica, privata. La tendenza è questa, purtroppo, e non è solo una questione statistica. Dobbiamo allora cercare di non cadere nella tentazione di rinchiuderci nei nostri spazi, dobbiamo cercare di non chinare la testa.
Ma a Dovadola ci sono occasioni di carattere culturale da condividere? Facciamo una rapida carrellata: nel corso degli ultimi due anni sono raddoppiati gli appuntamenti che si svolgono presso il Teatro Comunale, stessa cosa si può affermare per le esposizioni artistiche, anche grazie alle mostre che vengono proposte da Sara Vespignani, titolare di Corte San Ruffillo. Ogni anniversario di carattere istituzionale è stato adeguatamente valorizzato facendo leva sulla riscoperta della storia locale. Si è colta l'occasione delle celebrazioni promosse in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Benedetta Bianchi Porro per avviare una valorizzazione di questa straordinaria figura non solo dal punto di vista spirituale ma anche sociale e culturale. Non si perde nessuna occasione per valorizzare il territorio sotto l'aspetto turistico promuovendo le eccellenze. Ancora: non è stato in nessun modo ridotto, nonostante le note difficoltà finanziarie, il contributo per alcune realtà associative. Infine è stata inaugurata la sala di lettura che funziona sia come biblioteca scolastica sia come prestito librario. Si è fornito sostegno a tutte le attività promosse dalle associazioni locali, dalla Pro Loco, alla Protezione Civile, dall'Associazione dei genitori all'Avis, dal Real Dovadola all'ultima nata, l'ADAS (Associazione per la divulgazione ambientale e scientifica). Tutto bene, quindi? C'è di che essere soddisfatti? A mio parere occorre che i dovadolesi, e in particolare i cittadini più sensibili all'arte e alla cultura siano più protagonisti di questa fase. L'Amministrazione comunale, anche in relazione al ruolo non secondario che sta esercitando all'interno della costituita Unione di Comuni del Forlivese, si impegnerà per promuovere un attecchimento e radicamento di politiche culturali con una serie di interventi fortemente indirizzati alla "riabilitazione culturale" di Dovadola. Questo potrà avvenire attraverso la sollecitazione di tre fattori: informazione, formazione e turismo. L'Informazione in un programma di politica economica e culturale territoriale deve assumere un significato molto vasto, soprattutto se rapportato all'evoluzione che c'è stata di questo settore, in un contesto di competizione sempre più aperta in tutti i campi. Quindi se si vuole promuovere lo sviluppo il primo posto nella scaletta degli interventi di ogni istituzione pubblica deve essere pensato per un programma articolato di diffusione di informazioni come mai prima era stato attuato, sfruttando compiutamente sia i canali tradizionali dei mezzi di comunicazione, sia quelli di nuova generazione sempre più penetranti e incisivi. Legata all'informazione esiste naturalmente la formazione che deve interessare non soltanto la parte operativa della popolazione, ma tutti i cittadini attraverso sistemi innovativi di coinvolgimento sociale legato allo sviluppo di un territorio.
Il turismo è il terzo fattore che chiude il ciclo virtuoso: più i cittadini sono informati, formati, e quindi "culturalmente accoglienti" più il loro territorio sarà ricettivo al flusso turistico e quindi economico. Il turismo ha una funzione prioritaria non soltanto come fonte di reddito e quindi stimolo all'ulteriore sviluppo delle attività locali, ma anche come fattore strategico incentivante il processo di "riabilitazione culturale" attraverso l'impareggiabile funzione di comunicazione e trasmissione di usi e costumi di altre realtà, che avviene proprio nell'arco temporale in cui il flusso turistico si consuma.
Tre fattori, quindi, la cui integrazione sia in grado di creare quel circolo virtuoso che possa ridare dignità e concretezza all'idea di credere nello sviluppo non solo del paese Italia, ma anche della vallata dell'Acquacheta, delle zone circostanti e di Dovadola.

Domenica 2 novembre 2014 si è svolta, presso il cimitero di guerra di S. Lazzaro di Savena, la cerimonia per ricordare i caduti del Secondo Corpo d'armata polacco. Alla celebrazione religiosa, organizzata dall'Associazione Famiglie dei Combattenti Polacchi in Italia, hanno partecipato, oltre a un pubblico numeroso, autorità civili, fra queste il presidente del Consiglio Comunale di Forlì Paolo Ragazzini, il sindaco di Dovadola Gabriele Zelli, e militari di tutta la Regione. La formazione militare polacca ebbe il merito di essere la protagonista della liberazione di molti nostri paesi e città anche del Forlivese. Infatti tra il mese di ottobre e quello di novembre del 1944 l'Ottava armata britannica poté proseguire l'avanzata verso Forlì raggiungendo Forlimpopoli, Bertinoro e Forlì, mentre quanto restò delle truppe tedesche si ritirò oltre il fiume Montone. Mentre al Secondo Corpo d'armata polacco, che operò verso il crinale, fu affidato di liberare Bagno di Romagna e successivamente, scendendo verso valle, Santa Sofia, Galeata, poi si diresse verso il Rabbi e Rocca San Casciano, Dovadola e Castrocaro Terme. A Monte Grosso (Galeata) reparti tedeschi tentarono di resistere ma una volta vinta questa resistenza i soldati polacchi arrivarono a Rocca delle Caminate e a Predappio, dove entrarono per primi con grande orgoglio il 28 ottobre ricorrenza della marcia su Roma del 1922.
La storia di questa gloriosa formazione militare è raccontata nel film "Wolny", diretto da Alessandro Quadretti, che sarà proiettato giovedì 13 novembre 2014, ore 21.00, alla sala Europa di Predappio.
La cerimonia a S. Lazzaro di Savena è terminata con la deposizione di corone di alloro sia al cimitero di guerra polacco sia a quello britannico collocato nelle immediate adiacenze.

Terminati i lavori lungo la strada che conduce a Montepaolo. Servono altri fondi per sistemare la zona colpita dalla frana

Nei giorni scorsi, con la realizzazione della nuova segnaletica, sono terminati i  lavori di manutenzione straordinaria di alcuni tratti della strada che conduce all'Eremo di Montepaolo. L'intervento, eseguito dalla dita Giovane Strada S.R.L., ha consentito di rifare nei tratti più critici l'asfalto stradale, di intervenire per dare un nuovo profilo alla sede viaria e di  realizzare barriere di pregevole fattura e ricoperti di legno per mettere in sicurezza alcuni punti del tracciato e nel contempo per rispettare l'ambiente circostante ricco di vegetazione. "I lavori sono stati realizzati, precisano il sindaco Gabriele Zelli e il vice sindaco Kabir Canal, perchè il Comune di Dovadola ha ottenuto un finanziamento di 70.000 euro da parte della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, altrimenti non sarebbe stato possibile considerate le difficoltà finanziarie in cui versano tutti i Comuni. Adesso, dopo che la mattina del 5 marzo scorso, in seguito a un fortissimo temporale, si sono verificate alcune frane lungo il tracciato, il problema della sicurezza si pone di nuovo". Una delle frane determinò la chiusura della strada per due giorni per consentire lavori di messa in sicurezza e ripristinare la circolazione. Ora si pone, come priorità, il reperimento delle risorse necessarie per sanare definitivamente la situazione e rinforzare la scarpata dalla quale si e' staccato il terreno. "E' per questo, precisano i due amministratori che e' stata subito avanzata una richiesta di contributo alla Regione Emilia-Romagna e nel contempo, qualora malauguratamente non dovesse arrivare una risposta positiva da Bologna, abbiamo deciso in sede di approvazione di bilancio di contrarre un mutuo di 70.000 euro (tanto e' stato stimato l'intervento) per eseguire comunque i lavori anche se a discapito di altre richieste e esigenze del territorio".

Grande successo per la prima Festa Multietnica

Grande successo per la prima Festa Multietnica promossa dal Comune di Dovadola e svoltasi lo scorso sabato nella piazza del paese. Agli stand sono state servite pietanze tipiche del Bangladesh, paese d'origine del gruppo di uomini e donne che hanno organizzato la serata,cucinato e servito ai tavoli.
"Vorrei sottolineare il grande entusiasmo con il quale il gruppo ha lavorato per la realizzazione della festa e il clima di cordialità e condivisione con le tante persone, dovadolesi e non, che hanno affollato la piazza", commenta il consigliere comunale Chiara Mattielli che ha promosso e coordinato l'iniziativa.
I magnifici e colorati abiti indossati dalle ragazze del gruppo e i tatuaggi con l'hennè che alcuni commensali si sono fatti fare durante la serata hanno evocato il fascino d'Oriente. Una delle ragazze si è anche esibita in una danza tipica del suo paese d'origine creando un'atmosfera di grande suggestione.
"Credo che Dovadola, all'indomani della festa, si sia svegliata con la consapevolezza che gli stranieri possono essere un grande valore per la comunità e che la condivisione e la collaborazione valicano qualsiasi confine geografico". "Un sentito ringraziamento", prosegue Chiara Mattielli, "va a tutte quelle persone che si sono prodigate per la buona riuscita della festa. In particolare vorrei ringraziare la Pro Loco, la Protezione Civile e l'Associazione Genitori, per il grande supporto dato". "Vorrei inoltre sottolineare che per la festa sono stati utilizzati piatti bio in polpa di cellulosa e gran parte dei rifiuti sono stati differenziati. Un esempio di come sia possibile anche in queste occasioni avere un' attenzione particolare all'ambiente" conclude il consigliere.

Il cimitero comunale ha un nuovo impianto elettrico

Sullo storico cimitero di Dovadola, attorniato da una fila di 116 cipressi che proprio per questa caratteristica fu scelto come luogo dove volle essere sepolto dal grande naturalista forlivese Pietro Zangheri, è  stato rifatto integralmente l'impianto elettrico principale. Grazie a un finanziamento di 35.000 euro erogato dalla Cassa dei Risparmi di Forlì lo scorso anno, la ditta Turchi Mauro Impianti Elettrici di Castrocaro Terme ha realizzato un nuovo quadro generale, gli impianti nei locali di servizio, compreso quello della chiesina, tutti i cavidotti della linea primaria e le torrette porta trasformatori per proteggere le linee secondarie. In questo modo tutto l'impianto elettrico è stato messo in sicurezza.
"Per completare l'intervento occorre ora rifare le linee secondarie di collegamento alle varie lampade votive presenti sulle tombe, dichiara il vicesindaco Kabir Canal, ed è stato stimato un costo di circa diecimila euro. Ci siamo già attivati per ricercare un ulteriore finanziamento in modo da risolvere un problema che si trascina da oltre un decennio".

Iniziati i lavori di manutenzione della strada che conduce all'Eremo di Montepaolo

Lungo la strada che conduce all'Eremo di Montepaolo sono stati avviati lavori di manutenzione straordinaria sulla base di un finanziamento di 70 mila euro erogato dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì lo scorso anno. L'intervento, appaltato alla ditta Giovane Strada S.R.L., comporterà l'esecuzione di barriere stradali di sicurezza in alcuni punti particolarmente pericolosi o la sostituzione di muretti non più a norma. Verranno effettuati inoltre interventi di riprofilatura della sede stradale, il rifacimento dell'asfalto in più punti, la sostituzione della segnaletica verticale. Una volta terminato l'intervento la via sarà più sicura sia per i residenti e per le attività presenti, sia per i frequentatori della Trattoria Montepaolo e per i numerosi fedeli che raggiungono la Chiesa di Montepaolo, dov'è custodita una reliquia di Sant'Antonio di Padova che proprio in quel luogo iniziò nel 1221 il cammino di fede che lo ha portato a essere uno dei santi più venerati al mondo. Non a caso proprio da Montepaolo inizia il "Cammino del Santo" che da Dovadola arriva ad Assisi, luogo simbolo del francescanesimo.
"I lavori urgenti e indifferibili, evidenziano il sindaco Gabriele Zelli e il vicesindaco Kabir Canal, non si sarebbero potuti realizzare senza i fondi messi a disposizione della Fondazione. Quando fu deciso di sostenere questo intervento e gli altri proposti dai Comuni del comprensorio forlivese si è agito con lungimiranza perché, oltre a far fronte a situazioni critiche, si è data la possibilità a una serie di ditte locali che operano nel settore edilizio ancora fortemente in crisi di lavorare e incassare in tempi brevi".

Parco letterario: Le terre di Dante

Nei giorni scorsi è stato presentato a Roma il nuovo parco letterario "Le terre di Dante", l'ultimo nato della rete dei parchi letterari italiani. Esteso dalla Toscana fino alla Romagna il progetto mira a promuovere la conoscenza degli innumerevoli paesi e dei paesaggi delle due regioni resi immortali dalle opere del grande poeta, che nei prossimi anni sarà celebrato in occasione del settimo centenario della nascita (2015) e della morte (2021). "Come Comune di Dovadola, sostiene il sindaco Gabriele Zelli, abbiamo immediatamente aderito all'iniziativa, quanto mai opportuna e necessaria perchè offrirà uno strumento importante per valorizzare e far conoscere il nostro territorio, oltre a incrementare la presenza turistica nelle nostre zone". L'itinerario che conduce nelle terre di Romagna che Dante ha attraversato e conosciuto nel suo peregrinare da esule offre la possibilità di vedere luoghi che raccontano della sua vita e della sua opera: Ravenna, la città degli ultimi anni (1318-21), la Forlì degli Ordelaffi, che diede ospitalità e aiuto al "ghibellin fuggiasco" in più occasioni; le incantevoli Castrocaro Terme e Bertinoro, che Dante cita nella Commedia; Polenta, dove nella Pieve di San Donato, visitata anche dal poeta, si sono tenuti periodicamente cicli di letture dantesche; Portico di Romagna, dove secondo la tradizione sbocciò l'amore tra Dante e Beatrice. Si tratta di un ulteriore proposta per attrarre turisti non solo verso le città di Firenze e di Ravenna ma offre un l'occasione di viaggiare seguendo le tracce del poeta. L'eco dei suoi versi accompagna la visita ai luoghi da cui è nata l'ispirazione suggerendo percorsi ed eventi, e rivelando particolari spesso nascosti, comunque di grande suggestione, perché periferici rispetto ai percorsi turistici di massa. Il parco letterario si propone, in sostanza, di diventare strumento di valorizzazione e tutela del territorio, di messa in rete di attività, di imprese, di beni culturali, di memorie che altrimenti rischiano di restare marginali o di scomparire. Ed è per questo che verranno suggeriti itinerari sospesi fra il presente e il passato, proponendo alloggi con una particolare atmosfera, ristoranti legati all'identità dei luoghi e verranno consigliati le migliori botteghe artigiane, dando così la possibilità di conoscere i prodotti del territorio. Non mancherà neppure uno sguardo al presente e alle eccellenze che ancora oggi queste terre sanno offrire e tutto questo sarà articolato in numerose e varie proposte di percorsi e soggiorni. "Ci è sembrato opportuno aderire fin dall'inizio al parco letterario "Le terre di Dante", precisa il sindaco Zelli, proprio per fornire un contributo di idee e di proposte in questa fase iniziale di predisposizione degli itinerari e per non rimanerne esclusi. Solleciterò quindi gli altri Comuni romagnoli ad entrare a far parte di questo progetto".

Attrezzature ginniche nei giardini pubblici

Presso i giardini pubblici "Primo Cai" di Dovadola si sono conclusi i lavori di collocazione delle attrezzature ginniche facenti parte del progetto "Il territorio leader in movimento", cofinanziato dalla locale Amministrazione comunale e dal GAL l'altra Romagna, allo scopo di promuovere l'attività fisica e la salute dei cittadini tramite apposite attrezzature disposte all'interno dell'area verde.
A questo progetto ne era collegato un altro già realizzato la scorsa estate, quello dei "centri storici digitali", che ha determinato l'installazione di antenne e ponti radio per la rete WiFi che ora copre gran parte del centro storico di Dovadola e sta ottenendo un notevole riscontro fra i cittadini. "Ancora una volta è stata importante la collaborazione instaurata con il GAL, afferma il vice sindaco Kabir Canal, per realizzare ulteriori servizi per le nostre comunità".

Dovadola ha avviato il riordino dell'archivio storico

Le amministrazioni e gli enti hanno l'obbligo legislativo di conservare e rendere consultabili i propri archivi. Storicamente ciò nasce dall'esigenza di tutelare i diritti, nonché i doveri, dei cittadini che entrano in contatto con l'amministrazione e di conservare la memoria della comunità. L'Amministrazione comunale di Dovadola ha avviato da tempo il riordino del proprio archivio storico. Si tratta di un'eredità importante e insostituibile per conoscere la propria storia e leggere le vicende del presente con il necessario giudizio critico. Purtroppo la maggior parte della documentazione più antica è andata distrutta durante l'ultimo conflitto mondiale, restando di fatto quasi esclusivamente documentazione dell'Ottocento ad oggi. "Alla luce di questa perdita, commenta il sindaco Gabriele Zelli, appare ancora più rilevante il tentativo dell'Amministrazione comunale di tutelare, preservare e valorizzare il proprio patrimonio archivistico, tanto più in questo periodo di crisi economica e culturale".
L'archivio storico del Comune di Dovadola fu oggetto negli anni Novanta di un primo intervento di riordino a cura dell'esperta Nina Liverani, che si occupò della documentazione precedente al 1950. Nei mesi scorsi è stata affidata la prosecuzione del lavoro, con la sistemazione degli atti più recenti, alla professionalità della società Ebla, cooperativa di Cesena specializzata in questo settore. Tale intervento renderà finalmente possibile la consultazione delle carte dell'intero archivio. "L'Amministrazione comunale, ottemperando in questo modo a precise disposizione di legge, precisa il sindaco Zelli, sta facendo sì che la memoria storica di Dovadola sia preservata per le future generazioni di cittadini, storici e ricercatori".
Gli operatori della cooperativa Ebla, attiva dal 2006 sul territorio regionale e nazionale, concluderanno nel corso delle prossime settimane l'intervento  con la consegna al Comune degli strumenti necessari per l'orientamento in archivio: un inventario analitico, con notizie relative al contesto storico-archivistico degli enti produttori e delle serie archivistiche e informazioni di dettaglio sulle singole unità archivistiche (registri, fascicoli, faldoni o "buste") ed un elenco topografico per il veloce e sicuro reperimento di quello che si cerca.

Dovadola, nuova luce in Piazza della Vittoria

Dovadola, nuova luce in Piazza della Vittoria: in tre anni si ripagherà l'intero investimento
Il primo luglio è stato inaugurato il nuovissimo impianto dell'illuminazione pubblica di Piazza della Vittoria a Dovadola. "Il vecchio sistema a causa della sua vetustà e degli alti costi di esercizio, precisa l'assessore Marco Carnaccini, è stato stato sostituito con un impianto all'avanguardia fornito dalla ditta Rebernig Supervisioni". I nuovi punti luce sono sei e ognuno con un apparecchio illuminante di nuova generazione a led dotato di una piattaforma in radio frequenza per il controllo remoto di serie on board.
Praticamente la nuova rete, dotata di un apposito software, dialoga tra se e regola il flusso della luce a seconda delle esigenze; ad esempio in caso di manifestazioni pubbliche si potrà aumentare il potere illuminante punto per punto, viceversa si potrà calare l'intensità di luce in ore in cui non occorre. Il risparmio energetico sarà molto elevato, si stima di oltre il 60% rispetto alle tecnologie attualmente utilizzate. In pratica in poco più di tre anni con il risparmio energetico si ripagherà l'intero investimento.
"Abbiamo intenzione di continuare su questa strada - dichiara il sindaco Gabriele Zelli -. Infatti nel bilancio di previsione 2014 sono stati previsti altri fondi (15mila euro) per proseguire l'opera di ammodernamento degli impianti di illuminazione pubblica del nostro paese".

Nuovo mezzo di trasporto all'Auser

Nei giorni scorsi e stato consegnato all'Auser di Rocca San Casciano un Fiat Dublò. Il nuovo mezzo verrà utilizzato per il trasporto delle persone, soprattutto anziani, che per varie ragioni non sono autonome. Nel corso degli anni sono aumentate le richieste per questo servizio che l'associazione svolge per i cittadini di Rocca San Casciano, Dovadola e Portico-San Benedetto. Non a caso alla cerimonia di consegna del mezzo erano presenti i rappresentanti delle tre amministrazioni comunali con i sindaci Rosaria Tassinari e Gabriele Zelli, mentre portico era rappresentata dall'assessore Sivylis Dimitris. La presidente forlivese dell'Auser, Alide Lepretti, e la referente locale del sodalizio Maura Dalla Cassia hanno sottolineato l'importanza dell'opera di volontariato dei diversi autisti che si alterneranno alla guida del Dublò.

Dovadola: eseguiti i lavori nel Fiume Montone

"Sono  da poco terminati i lavori di risezionamento e difesa di sponda del fiume Montone a Dovadola, informa l'assessore Marco Carnaccini del Comune di Dovadola, intervento eseguito nel  tratto del corso d'acqua compreso fra il depuratore comunale e la S.S. 67."
Lo scopo è quello di minimizzare i processi di dissesto idrogeologico in corso in un'area che presenta una elevata presenza di infrastrutture pubbliche,  quali la S.S. 67, la strada comunale di Monte Paolo, la strada vicinale di Casetto Piano e alcune attività produttive private.
Le opere sono state progettate dai tecnici della Servizio Tecnico di Bacino di Forlì (ex Genio Civile) e realizzate dalla ditta Trascoop per una spesa complessiva di circa 38.000, 00 Euro.
L'intervento realizzato è parte di un più ampio progetto di manutenzione idraulica dei corsi d'acqua e dei versanti del comprensorio forlivese finanziato sulla base dell'ACCORDO DI PROGRAMMA FINALIZZATO ALLA PROGRAMMAZIONE E AL FINANZIAMENTO DI INTERVENTI URGENTI E PRIORITARI PER LA MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO Stato-Regione Emilia-Romagna esercizio finanziario 2012.
Nello specifico sul tratto in comune di Dovadola i lavori sono consistiti nel taglio  della vegetazione spontanea che occupava gran parte della sezione idraulica, la costruzione di difese della sponda sinistra in pietrame ciclopico a secco e il risezionamento del corso d'acqua con spostamento dell'alveo di magra a ridosso della sponda destra del fiume.
"Un grazie per la buona esecuzione dell'intervento va a tutti i valenti tecnici del Servizio Tecnico di Bacino, conclude l'assessore Carnaccini, in particolare al geometra Rodolfo Galeotti. Ho potuto constatare personalmente  la bontà delle opere realizzate in occasione delle recentissime piene del Montone".

Ridiamo vita alla nostra Rocca

L'Amministrazione comunale di Dovadola ha accolto con fiducia l'invito rivolto dal Presidente del Consiglio dei Ministri per segnalare casi di complessi edilizi particolarmente significativi per il territorio il cui recupero potrebbe produrre, in breve tempo, effetti positivi sull'andamento occupazionale locale creando nuovi posti di lavoro. Insieme alla proposta di trovare una soluzione per la vergognosa situazione in cui la proprietà ha lasciato nel corso degli anni l'ex Casa del portuale, il Comune ha sottoposto al premier Renzi il problema del momentaneo fermo del cantiere per il restauro della Rocca, che costituisce un'importante testimonianza di architettura militare medievale, appartenuta ai Conti Guidi del ramo di Dovadola, una potente famiglia che dominò ampie zone della Romagna e della Toscana dal X agli inizi del XV secolo. Il monumento è stato riconosciuto con decreto ministeriale del 1966 un bene da tutelare perché si tratta, come indicato nella motivazione, di "antica costruzione di notevolissimo valore storico". Non ha subito sostanziali trasformazioni nel corso dei secoli ed è citata dagli studiosi nelle maggiori opere specializzate come il prototipo delle fortificazioni feudali dell'Italia centrale. Il complesso, unico esempio di architettura Guidinga, ancora integro nelle sue geometrie essenziale si candida, una volta completato l'intervento di restauro, a diventare la sede di un centro studi e documentazione storico-culturale della Romagna-Toscana. Il Comune di Dovadola è proprietario della Rocca dal 1996 e da allora il suo recupero costituisce uno degli obiettivi più importanti per la riqualificazione di tutto il centro storico. Gli interventi iniziati nel 2003 si sono articolati in tre stralci funzionali, purtroppo da oltre un anno i lavori sono bloccati in attesa di nuovi finanziamenti. La prosecuzione del restauro può essere immediatamente ripresa perché sono già disponibili le autorizzazione previste e nel cantiere sono già presenti gru e ponteggi.
Nel mese di ottobre dello scorso anno il Comune di Dovadola ha aderito al "Piano programma 6000 Campanili", avviato dal precedente governo nell'ambito dei provvedimenti urgenti "per il rilancio dell'economia", che, purtroppo, allo stato dei fatti non ha generato ancora nessun risultato mentre ha destato perplessità e ricorsi il metodo ideato per presentare i progetti denominato "click day", "una grande e sonora stupidata, sottolinea il sindaco Gabriele Zelli, perché non tiene  in nessun conto l'effettiva realizzazione dei lavori ma solo l'ordine di arrivo online delle richieste con tutti i Comuni d'Italia chiamati a farlo nello stesso momento, con vantaggio, fra l'altro, di quelle zone dove le linee internet sono più veloci. Nonostante questa trovata, non da amministratori della cosa pubblica ma da gestori di sale Bingo, il Comune di Dovadola è collocato nella graduatoria dei progetti presentati in buona posizione, ciò lascia sperare che ulteriori finanziamenti al programma "6000 Campanili" prospettati dal Ministro Lupi e il progetto "Sblocca Italia" del Presidente Renzi  possano interessare anche il quarto stralcio del progetto di restauro della Rocca di Dovadola".

La Casa del portuale

Il Comune di Dovadola ha raccolto l'invito del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e nell'ambito del progetto "Sblocca Italia" ha segnalato la situazione di totale abbandono dell'ex "Casa del portuale". Nella lettera inviata a premier, a firma del sindaco Gabriele Zelli, è stato ricordato come negli anni '70 nel territorio del Comune di Dovadola fu costruita, in due momenti successivi, dall'allora Ministero della Marina Mercantile la struttura capace di ospitare 120 lavoratori portuali durante il periodo di cure termali che venivano effettuate nella vicina Castrocaro Terme. Quando questo tipo di cure non fu più a carico del sistema sanitario nazionale si determinò, com'è noto, la crisi del termalismo italiano, situazione che il settore soffre tutt'ora, e inevitabilmente il non utilizzo della "Casa del portuale" dovadolese. Essa fu di fatto colpevolmente abbandonata non mantenendo neppure in servizio il custode. Ciò ha determinato all'inizio un progressivo deterioramento della struttura e in seguito la sua totale devastazione. A questo punto lo Stato si ritrova proprietario non più di un albergo a quattro stelle attorniato da un vasto e straordinario parco ma di uno scheletro di cemento attorniato da una giungla. Tutto ciò, nel frattempo, è diventato un problema di sicurezza e di igiene.
Nel corso degli ultimi anni sono state espletati alcuni tentativi d'asta per vendere la struttura andati inevitabilmente deserti per l'alta valutazione data al bene e per l'insorgenza della crisi economica che perdura tutt'ora. In considerazione della situazione che si è venuta a determinare l' Amministrazione dovadolese ha proposto al Presidente Renzi che l'ex Casa del portuale venga ceduta gratuitamente dal Demanio dello Stato allo stesso Comune, affinché quest'ultimo possa procedere all'emanazione di un bando per la concessione in comodato gratuito del bene a chi presenterà il miglior progetto di recupero e riutilizzo del bene, in base alle previsioni urbanistiche vigenti che di fatto offrono la possibilità di una vasta gamma di opzioni in molti settori e in particolare nei settori del sociale e del sanitario. In alternativa è stato proposto che sia direttamente il Demanio a procedere in tal senso. "Qualsiasi altra ipotesi, ha scritto il sindaco Zelli, è destinata a naufragare miseramente, come la storia recente insegna, e il luogo è destinato sempre più a diventare un problema di ordine e sicurezza pubblica per tutelare i quali saremmo costretti ad agire di conseguenza, compresa la richiesta alla proprietà di ripristino dell'area alla situazione precedente alla costruzione".
 

Avviati i lavori Hera di bonifica rete acqua in via Treggiolo

Cantiere DovadolaIl 26 maggio sono iniziati i lavori di bonifica della rete acqua e di rifacimento di nuovi allacci su un tratto di rete pubblica di 1.200 metri in Via Treggiolo a Dovadola.
Nell'ambito dei lavori di rifacimento e bonifica, che saranno eseguiti dall'impresa locale Coromano per conto di Hera, una volta terminata la posa delle nuove condotte, come da progetto si procederà alla sostituzione degli allacciamenti di utenza nell'intero tratto di condotta sostituito.
L'importo totale delle opere è pari a € 120.000,00 e il termine dei lavori, se le condizioni meteo lo permetteranno, è previsto entro il 30 giugno 2014.
Durante l'esecuzione dei lavori si potranno verificare interruzioni temporanee dei servizi non programmabili: di questo, secondo la prassi Hera, in questi giorni sono stati informati i cittadini residenti nell'area interessata.

Piazza della Vittoria ancora più bella

Dovadola, Piazza della Vittoria è ancora più bella: finiti i lavori di riqualificazione
Dovadola, Piazza della Vittoria è ancora più bella:
finiti i lavori di riqualificazione

"L'attenzione ai più piccoli particolari - continua il sindaco Gabriele Zelli -. Anche per opere semplici come queste, è quello che fa la differenza tra amministrare bene o male un bene pubblico a favore della collettività"
Finiti i lavori di manutenzione straordinaria della Piazza della Vittoria a Dovadola. "I lavori di manutenzione sono stati completati venerdì come previsto dal cornoprogramma della Ditta Giovinstrada - riferisce il Vicesindaco Kabir Kanal -. Tutto è stato realizzato senza creare dei grossi disagi ai Dovadolesi che adesso si potranno godere una nuova Piazza molto più bella e fruibile grazie anche ai nuovi e più larghi stalli di parcheggio collocati, grazie allo studio approfondito del geom. Emilio Acquilino del Comune, con angolature tali da agevolare l'operazione di parcheggio anche per gli automobilisti meno esperti".

Corso di Italiano per stranieri

Prosegue con grande successo il corso di italiano per stranieri organizzato dall' amministrazione comunale di Dovadola per gli stranieri adulti residenti a Dovadola e nei comuni limitrofi.
Alle 13 partecipanti iniziali si è aggiunta nei giorni scorsi una giovane proveniente dal Bangladesh che appena arrivata in Italia è stata subito coinvolta dalle connazionali e "trascinata" alle lezioni che si tengono ogni giovedì dalle 18.00 alle 19.00 presso la sede della Protezione Civile di Dovadola. Alle lezioni del corso le alunne imparano vocaboli e frasi da utilizzare nelle normali azioni quotidiane quali fare la spesa, acquistare capi d'abbigliamento, chiedere gli orari dell'autobus, compilare moduli e documenti. "Grazie a questa iniziativa, non solo viene favorita l'integrazione degli stranieri nella comunità, ma viene favorita anche l'integrazione fra le varie etnie presenti evitando così che si formino gruppi chiusi e isolati" commenta il consigliere Chiara Mattielli che ha proposto e seguito l'iniziativa. "Le partecipanti sono ora talmente affiatate che durante le lezioni si aiutano, si suggeriscono e si divertono. Lo dimostra il fatto che stanno già organizzando scambi culinari tra di loro ed hanno accolto con entusiasmo l'idea di preparare dei piatti tipici dei loro paesi per la Festa del Paese che quest'anno è prevista per il 2 agosto ed avrà appunto questa connotazione multietnica".