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Corso di alta formazione "Economia e Management delle organizzazione no profit a movente ideale" presso il Museo Benedetta Bianchi Porro

Con la lezione magistrale del professor Stefano Zamagni dell'Università di Bologna, tenuta giovedì 11 dicembre presso il Museo Benedetta Bianchi Porro di Dovadola, è iniziato il corso di alta formazione "Economia e Management delle organizzazioni non profit a movente ideale", promosso dalla Scuola di Economia, Management e Statistica di Forlì e coordinato da Sofia Bandini e Rebecca Levy Orelli.  Il contenuto del corso parte da un'idea innovativa di economia che concilia efficienza ed equità, profitto e solidarietà, crescita economica e crescita sociale. L'iniziativa si richiama alla figura della Venerabile Benedetta Bianchi Porro e si propone, pertanto, l'obiettivo di approfondire le conoscenze di carattere economico giuridico e manageriale delle organizzazioni che riconoscono nella propria attività un movente ideale; in particolare quelle che operano nel settore sociale, educativo, sanitario. A tal fine il corso svilupperà tematiche in grado di fornire un taglio manageriale, giuridico ed economico coniugando, al medesimo tempo, tale impostazione con una visione etica dell'impatto,che richiamandosi all'enciclica Centesimus Annus, deve essere intesa come comunità di uomini che producono per rispondere ai bisogni di altri uomini, dove il profitto è importante, perché è un segno di efficienza, ma non è il suo unico scopo.
Il corso, ancora unico nel suo genere nel vasto panorama italiano, si prefigge di fornire una formazione valoriale e tecnico operativa a persone già occupate nelle organizzazioni non profit a movente ideale e a giovani neolaureati interessati ad avviare un percorso professionale in questo ambito; per altro verso rafforza la cultura ed i processi identitari tipici delle organizzazioni non profit già ampiamente sviluppati nel percorso di studi in Economia Sociale della Scuola di Economia di Forlì.

 

Riaperta al traffico la Strada Vicinale della Samoggia

Finalmente riapre al pubblico transito la via Vicinale della Samoggia. "Si tratta di una strada, precisa il sindaco Gabriele Zelli, che era stata chiusa al traffico due anni fa a causa di un movimento franoso. Considerata la situazione di non transitabilità l'Amministrazione comunale aveva iniziato addirittura la procedura per declassificare la strada da pubblica a privata, ma i recenti accadimenti alluvionali e uno studio commissionato appositamente sulle vie di comunicazione vicinali e interpoderali dovadolesi ci hanno fatto recedere dalle nostre intenzioni".
Infatti la bomba d'acqua che si è abbattuta sul territorio nel settembre 2014 ha lesionato e reso inagibile l'altro e unico collegamento intervallivo con il fondovalle del Samoggia, lasciandolo, di fatto, isolato. "Tutto questo con grave disagio per le aziende agricole di zona, prosegue l'assessore Marco Carnaccini. Non a caso nello studio che ci è stato recentemente consegnato viene sconsigliato di avere un'unica via d'accesso come collegamento intervallivo con l'area del faentino, mentre per altre situazioni si potrà procedere alla declassificazione  delle strade che per il loro stato e la loro effettiva funzione non hanno più una connotazione pubblica".
Per la sistemazione della strada in questione va segnalata la professionalità e la competenza delle maestranze del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, in particolare del geometra Rossano Montuschi, che hanno utilizzato fondi stanziati per far fronte a simili situazioni.

 

 

Terminati i lavori lungo la strada che conduce a Montepaolo. Servono altri fondi per sistemare la zona colpita dalla frana

Nei giorni scorsi, con la realizzazione della nuova segnaletica, sono terminati i  lavori di manutenzione straordinaria di alcuni tratti della strada che conduce all'Eremo di Montepaolo. L'intervento, eseguito dalla dita Giovane Strada S.R.L., ha consentito di rifare nei tratti più critici l'asfalto stradale, di intervenire per dare un nuovo profilo alla sede viaria e di  realizzare barriere di pregevole fattura e ricoperti di legno per mettere in sicurezza alcuni punti del tracciato e nel contempo per rispettare l'ambiente circostante ricco di vegetazione. "I lavori sono stati realizzati, precisano il sindaco Gabriele Zelli e il vice sindaco Kabir Canal, perchè il Comune di Dovadola ha ottenuto un finanziamento di 70.000 euro da parte della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, altrimenti non sarebbe stato possibile considerate le difficoltà finanziarie in cui versano tutti i Comuni. Adesso, dopo che la mattina del 5 marzo scorso, in seguito a un fortissimo temporale, si sono verificate alcune frane lungo il tracciato, il problema della sicurezza si pone di nuovo". Una delle frane determinò la chiusura della strada per due giorni per consentire lavori di messa in sicurezza e ripristinare la circolazione. Ora si pone, come priorità, il reperimento delle risorse necessarie per sanare definitivamente la situazione e rinforzare la scarpata dalla quale si e' staccato il terreno. "E' per questo, precisano i due amministratori che e' stata subito avanzata una richiesta di contributo alla Regione Emilia-Romagna e nel contempo, qualora malauguratamente non dovesse arrivare una risposta positiva da Bologna, abbiamo deciso in sede di approvazione di bilancio di contrarre un mutuo di 70.000 euro (tanto e' stato stimato l'intervento) per eseguire comunque i lavori anche se a discapito di altre richieste e esigenze del territorio".

 

Grande successo per la prima Festa Multietnica

Grande successo per la prima Festa Multietnica promossa dal Comune di Dovadola e svoltasi lo scorso sabato nella piazza del paese. Agli stand sono state servite pietanze tipiche del Bangladesh, paese d'origine del gruppo di uomini e donne che hanno organizzato la serata,cucinato e servito ai tavoli.
"Vorrei sottolineare il grande entusiasmo con il quale il gruppo ha lavorato per la realizzazione della festa e il clima di cordialità e condivisione con le tante persone, dovadolesi e non, che hanno affollato la piazza", commenta il consigliere comunale Chiara Mattielli che ha promosso e coordinato l'iniziativa.
I magnifici e colorati abiti indossati dalle ragazze del gruppo e i tatuaggi con l'hennè che alcuni commensali si sono fatti fare durante la serata hanno evocato il fascino d'Oriente. Una delle ragazze si è anche esibita in una danza tipica del suo paese d'origine creando un'atmosfera di grande suggestione.
"Credo che Dovadola, all'indomani della festa, si sia svegliata con la consapevolezza che gli stranieri possono essere un grande valore per la comunità e che la condivisione e la collaborazione valicano qualsiasi confine geografico". "Un sentito ringraziamento", prosegue Chiara Mattielli, "va a tutte quelle persone che si sono prodigate per la buona riuscita della festa. In particolare vorrei ringraziare la Pro Loco, la Protezione Civile e l'Associazione Genitori, per il grande supporto dato". "Vorrei inoltre sottolineare che per la festa sono stati utilizzati piatti bio in polpa di cellulosa e gran parte dei rifiuti sono stati differenziati. Un esempio di come sia possibile anche in queste occasioni avere un' attenzione particolare all'ambiente" conclude il consigliere.

 

Il cimitero comunale ha un nuovo impianto elettrico

Sullo storico cimitero di Dovadola, attorniato da una fila di 116 cipressi che proprio per questa caratteristica fu scelto come luogo dove volle essere sepolto dal grande naturalista forlivese Pietro Zangheri, è  stato rifatto integralmente l'impianto elettrico principale. Grazie a un finanziamento di 35.000 euro erogato dalla Cassa dei Risparmi di Forlì lo scorso anno, la ditta Turchi Mauro Impianti Elettrici di Castrocaro Terme ha realizzato un nuovo quadro generale, gli impianti nei locali di servizio, compreso quello della chiesina, tutti i cavidotti della linea primaria e le torrette porta trasformatori per proteggere le linee secondarie. In questo modo tutto l'impianto elettrico è stato messo in sicurezza.
"Per completare l'intervento occorre ora rifare le linee secondarie di collegamento alle varie lampade votive presenti sulle tombe, dichiara il vicesindaco Kabir Canal, ed è stato stimato un costo di circa diecimila euro. Ci siamo già attivati per ricercare un ulteriore finanziamento in modo da risolvere un problema che si trascina da oltre un decennio".

 

Iniziati i lavori di manutenzione della strada che conduce all'Eremo di Montepaolo

Lungo la strada che conduce all'Eremo di Montepaolo sono stati avviati lavori di manutenzione straordinaria sulla base di un finanziamento di 70 mila euro erogato dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì lo scorso anno. L'intervento, appaltato alla ditta Giovane Strada S.R.L., comporterà l'esecuzione di barriere stradali di sicurezza in alcuni punti particolarmente pericolosi o la sostituzione di muretti non più a norma. Verranno effettuati inoltre interventi di riprofilatura della sede stradale, il rifacimento dell'asfalto in più punti, la sostituzione della segnaletica verticale. Una volta terminato l'intervento la via sarà più sicura sia per i residenti e per le attività presenti, sia per i frequentatori della Trattoria Montepaolo e per i numerosi fedeli che raggiungono la Chiesa di Montepaolo, dov'è custodita una reliquia di Sant'Antonio di Padova che proprio in quel luogo iniziò nel 1221 il cammino di fede che lo ha portato a essere uno dei santi più venerati al mondo. Non a caso proprio da Montepaolo inizia il "Cammino del Santo" che da Dovadola arriva ad Assisi, luogo simbolo del francescanesimo.
"I lavori urgenti e indifferibili, evidenziano il sindaco Gabriele Zelli e il vicesindaco Kabir Canal, non si sarebbero potuti realizzare senza i fondi messi a disposizione della Fondazione. Quando fu deciso di sostenere questo intervento e gli altri proposti dai Comuni del comprensorio forlivese si è agito con lungimiranza perché, oltre a far fronte a situazioni critiche, si è data la possibilità a una serie di ditte locali che operano nel settore edilizio ancora fortemente in crisi di lavorare e incassare in tempi brevi".

 

Parco letterario: Le terre di Dante

Nei giorni scorsi è stato presentato a Roma il nuovo parco letterario "Le terre di Dante", l'ultimo nato della rete dei parchi letterari italiani. Esteso dalla Toscana fino alla Romagna il progetto mira a promuovere la conoscenza degli innumerevoli paesi e dei paesaggi delle due regioni resi immortali dalle opere del grande poeta, che nei prossimi anni sarà celebrato in occasione del settimo centenario della nascita (2015) e della morte (2021). "Come Comune di Dovadola, sostiene il sindaco Gabriele Zelli, abbiamo immediatamente aderito all'iniziativa, quanto mai opportuna e necessaria perchè offrirà uno strumento importante per valorizzare e far conoscere il nostro territorio, oltre a incrementare la presenza turistica nelle nostre zone". L'itinerario che conduce nelle terre di Romagna che Dante ha attraversato e conosciuto nel suo peregrinare da esule offre la possibilità di vedere luoghi che raccontano della sua vita e della sua opera: Ravenna, la città degli ultimi anni (1318-21), la Forlì degli Ordelaffi, che diede ospitalità e aiuto al "ghibellin fuggiasco" in più occasioni; le incantevoli Castrocaro Terme e Bertinoro, che Dante cita nella Commedia; Polenta, dove nella Pieve di San Donato, visitata anche dal poeta, si sono tenuti periodicamente cicli di letture dantesche; Portico di Romagna, dove secondo la tradizione sbocciò l'amore tra Dante e Beatrice. Si tratta di un ulteriore proposta per attrarre turisti non solo verso le città di Firenze e di Ravenna ma offre un l'occasione di viaggiare seguendo le tracce del poeta. L'eco dei suoi versi accompagna la visita ai luoghi da cui è nata l'ispirazione suggerendo percorsi ed eventi, e rivelando particolari spesso nascosti, comunque di grande suggestione, perché periferici rispetto ai percorsi turistici di massa. Il parco letterario si propone, in sostanza, di diventare strumento di valorizzazione e tutela del territorio, di messa in rete di attività, di imprese, di beni culturali, di memorie che altrimenti rischiano di restare marginali o di scomparire. Ed è per questo che verranno suggeriti itinerari sospesi fra il presente e il passato, proponendo alloggi con una particolare atmosfera, ristoranti legati all'identità dei luoghi e verranno consigliati le migliori botteghe artigiane, dando così la possibilità di conoscere i prodotti del territorio. Non mancherà neppure uno sguardo al presente e alle eccellenze che ancora oggi queste terre sanno offrire e tutto questo sarà articolato in numerose e varie proposte di percorsi e soggiorni. "Ci è sembrato opportuno aderire fin dall'inizio al parco letterario "Le terre di Dante", precisa il sindaco Zelli, proprio per fornire un contributo di idee e di proposte in questa fase iniziale di predisposizione degli itinerari e per non rimanerne esclusi. Solleciterò quindi gli altri Comuni romagnoli ad entrare a far parte di questo progetto".

 

Attrezzature ginniche nei giardini pubblici

Presso i giardini pubblici "Primo Cai" di Dovadola si sono conclusi i lavori di collocazione delle attrezzature ginniche facenti parte del progetto "Il territorio leader in movimento", cofinanziato dalla locale Amministrazione comunale e dal GAL l'altra Romagna, allo scopo di promuovere l'attività fisica e la salute dei cittadini tramite apposite attrezzature disposte all'interno dell'area verde.
A questo progetto ne era collegato un altro già realizzato la scorsa estate, quello dei "centri storici digitali", che ha determinato l'installazione di antenne e ponti radio per la rete WiFi che ora copre gran parte del centro storico di Dovadola e sta ottenendo un notevole riscontro fra i cittadini. "Ancora una volta è stata importante la collaborazione instaurata con il GAL, afferma il vice sindaco Kabir Canal, per realizzare ulteriori servizi per le nostre comunità".

 

Dovadola ha avviato il riordino dell'archivio storico

Le amministrazioni e gli enti hanno l'obbligo legislativo di conservare e rendere consultabili i propri archivi. Storicamente ciò nasce dall'esigenza di tutelare i diritti, nonché i doveri, dei cittadini che entrano in contatto con l'amministrazione e di conservare la memoria della comunità. L'Amministrazione comunale di Dovadola ha avviato da tempo il riordino del proprio archivio storico. Si tratta di un'eredità importante e insostituibile per conoscere la propria storia e leggere le vicende del presente con il necessario giudizio critico. Purtroppo la maggior parte della documentazione più antica è andata distrutta durante l'ultimo conflitto mondiale, restando di fatto quasi esclusivamente documentazione dell'Ottocento ad oggi. "Alla luce di questa perdita, commenta il sindaco Gabriele Zelli, appare ancora più rilevante il tentativo dell'Amministrazione comunale di tutelare, preservare e valorizzare il proprio patrimonio archivistico, tanto più in questo periodo di crisi economica e culturale".
L'archivio storico del Comune di Dovadola fu oggetto negli anni Novanta di un primo intervento di riordino a cura dell'esperta Nina Liverani, che si occupò della documentazione precedente al 1950. Nei mesi scorsi è stata affidata la prosecuzione del lavoro, con la sistemazione degli atti più recenti, alla professionalità della società Ebla, cooperativa di Cesena specializzata in questo settore. Tale intervento renderà finalmente possibile la consultazione delle carte dell'intero archivio. "L'Amministrazione comunale, ottemperando in questo modo a precise disposizione di legge, precisa il sindaco Zelli, sta facendo sì che la memoria storica di Dovadola sia preservata per le future generazioni di cittadini, storici e ricercatori".
Gli operatori della cooperativa Ebla, attiva dal 2006 sul territorio regionale e nazionale, concluderanno nel corso delle prossime settimane l'intervento  con la consegna al Comune degli strumenti necessari per l'orientamento in archivio: un inventario analitico, con notizie relative al contesto storico-archivistico degli enti produttori e delle serie archivistiche e informazioni di dettaglio sulle singole unità archivistiche (registri, fascicoli, faldoni o "buste") ed un elenco topografico per il veloce e sicuro reperimento di quello che si cerca.

 

Dovadola, nuova luce in Piazza della Vittoria

Dovadola, nuova luce in Piazza della Vittoria: in tre anni si ripagherà l'intero investimento
Il primo luglio è stato inaugurato il nuovissimo impianto dell'illuminazione pubblica di Piazza della Vittoria a Dovadola. "Il vecchio sistema a causa della sua vetustà e degli alti costi di esercizio, precisa l'assessore Marco Carnaccini, è stato stato sostituito con un impianto all'avanguardia fornito dalla ditta Rebernig Supervisioni". I nuovi punti luce sono sei e ognuno con un apparecchio illuminante di nuova generazione a led dotato di una piattaforma in radio frequenza per il controllo remoto di serie on board.
Praticamente la nuova rete, dotata di un apposito software, dialoga tra se e regola il flusso della luce a seconda delle esigenze; ad esempio in caso di manifestazioni pubbliche si potrà aumentare il potere illuminante punto per punto, viceversa si potrà calare l'intensità di luce in ore in cui non occorre. Il risparmio energetico sarà molto elevato, si stima di oltre il 60% rispetto alle tecnologie attualmente utilizzate. In pratica in poco più di tre anni con il risparmio energetico si ripagherà l'intero investimento.
"Abbiamo intenzione di continuare su questa strada - dichiara il sindaco Gabriele Zelli -. Infatti nel bilancio di previsione 2014 sono stati previsti altri fondi (15mila euro) per proseguire l'opera di ammodernamento degli impianti di illuminazione pubblica del nostro paese".

 

Nuovo mezzo di trasporto all'Auser

Nei giorni scorsi e stato consegnato all'Auser di Rocca San Casciano un Fiat Dublò. Il nuovo mezzo verrà utilizzato per il trasporto delle persone, soprattutto anziani, che per varie ragioni non sono autonome. Nel corso degli anni sono aumentate le richieste per questo servizio che l'associazione svolge per i cittadini di Rocca San Casciano, Dovadola e Portico-San Benedetto. Non a caso alla cerimonia di consegna del mezzo erano presenti i rappresentanti delle tre amministrazioni comunali con i sindaci Rosaria Tassinari e Gabriele Zelli, mentre portico era rappresentata dall'assessore Sivylis Dimitris. La presidente forlivese dell'Auser, Alide Lepretti, e la referente locale del sodalizio Maura Dalla Cassia hanno sottolineato l'importanza dell'opera di volontariato dei diversi autisti che si alterneranno alla guida del Dublò.

 

 

Dovadola: eseguiti i lavori nel Fiume Montone

"Sono  da poco terminati i lavori di risezionamento e difesa di sponda del fiume Montone a Dovadola, informa l'assessore Marco Carnaccini del Comune di Dovadola, intervento eseguito nel  tratto del corso d'acqua compreso fra il depuratore comunale e la S.S. 67."
Lo scopo è quello di minimizzare i processi di dissesto idrogeologico in corso in un'area che presenta una elevata presenza di infrastrutture pubbliche,  quali la S.S. 67, la strada comunale di Monte Paolo, la strada vicinale di Casetto Piano e alcune attività produttive private.
Le opere sono state progettate dai tecnici della Servizio Tecnico di Bacino di Forlì (ex Genio Civile) e realizzate dalla ditta Trascoop per una spesa complessiva di circa 38.000, 00 Euro.
L'intervento realizzato è parte di un più ampio progetto di manutenzione idraulica dei corsi d'acqua e dei versanti del comprensorio forlivese finanziato sulla base dell'ACCORDO DI PROGRAMMA FINALIZZATO ALLA PROGRAMMAZIONE E AL FINANZIAMENTO DI INTERVENTI URGENTI E PRIORITARI PER LA MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO Stato-Regione Emilia-Romagna esercizio finanziario 2012.
Nello specifico sul tratto in comune di Dovadola i lavori sono consistiti nel taglio  della vegetazione spontanea che occupava gran parte della sezione idraulica, la costruzione di difese della sponda sinistra in pietrame ciclopico a secco e il risezionamento del corso d'acqua con spostamento dell'alveo di magra a ridosso della sponda destra del fiume.
"Un grazie per la buona esecuzione dell'intervento va a tutti i valenti tecnici del Servizio Tecnico di Bacino, conclude l'assessore Carnaccini, in particolare al geometra Rodolfo Galeotti. Ho potuto constatare personalmente  la bontà delle opere realizzate in occasione delle recentissime piene del Montone".

 

Ridiamo vita alla nostra Rocca

L'Amministrazione comunale di Dovadola ha accolto con fiducia l'invito rivolto dal Presidente del Consiglio dei Ministri per segnalare casi di complessi edilizi particolarmente significativi per il territorio il cui recupero potrebbe produrre, in breve tempo, effetti positivi sull'andamento occupazionale locale creando nuovi posti di lavoro. Insieme alla proposta di trovare una soluzione per la vergognosa situazione in cui la proprietà ha lasciato nel corso degli anni l'ex Casa del portuale, il Comune ha sottoposto al premier Renzi il problema del momentaneo fermo del cantiere per il restauro della Rocca, che costituisce un'importante testimonianza di architettura militare medievale, appartenuta ai Conti Guidi del ramo di Dovadola, una potente famiglia che dominò ampie zone della Romagna e della Toscana dal X agli inizi del XV secolo. Il monumento è stato riconosciuto con decreto ministeriale del 1966 un bene da tutelare perché si tratta, come indicato nella motivazione, di "antica costruzione di notevolissimo valore storico". Non ha subito sostanziali trasformazioni nel corso dei secoli ed è citata dagli studiosi nelle maggiori opere specializzate come il prototipo delle fortificazioni feudali dell'Italia centrale. Il complesso, unico esempio di architettura Guidinga, ancora integro nelle sue geometrie essenziale si candida, una volta completato l'intervento di restauro, a diventare la sede di un centro studi e documentazione storico-culturale della Romagna-Toscana. Il Comune di Dovadola è proprietario della Rocca dal 1996 e da allora il suo recupero costituisce uno degli obiettivi più importanti per la riqualificazione di tutto il centro storico. Gli interventi iniziati nel 2003 si sono articolati in tre stralci funzionali, purtroppo da oltre un anno i lavori sono bloccati in attesa di nuovi finanziamenti. La prosecuzione del restauro può essere immediatamente ripresa perché sono già disponibili le autorizzazione previste e nel cantiere sono già presenti gru e ponteggi.
Nel mese di ottobre dello scorso anno il Comune di Dovadola ha aderito al "Piano programma 6000 Campanili", avviato dal precedente governo nell'ambito dei provvedimenti urgenti "per il rilancio dell'economia", che, purtroppo, allo stato dei fatti non ha generato ancora nessun risultato mentre ha destato perplessità e ricorsi il metodo ideato per presentare i progetti denominato "click day", "una grande e sonora stupidata, sottolinea il sindaco Gabriele Zelli, perché non tiene  in nessun conto l'effettiva realizzazione dei lavori ma solo l'ordine di arrivo online delle richieste con tutti i Comuni d'Italia chiamati a farlo nello stesso momento, con vantaggio, fra l'altro, di quelle zone dove le linee internet sono più veloci. Nonostante questa trovata, non da amministratori della cosa pubblica ma da gestori di sale Bingo, il Comune di Dovadola è collocato nella graduatoria dei progetti presentati in buona posizione, ciò lascia sperare che ulteriori finanziamenti al programma "6000 Campanili" prospettati dal Ministro Lupi e il progetto "Sblocca Italia" del Presidente Renzi  possano interessare anche il quarto stralcio del progetto di restauro della Rocca di Dovadola".

 

La Casa del portuale

Il Comune di Dovadola ha raccolto l'invito del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e nell'ambito del progetto "Sblocca Italia" ha segnalato la situazione di totale abbandono dell'ex "Casa del portuale". Nella lettera inviata a premier, a firma del sindaco Gabriele Zelli, è stato ricordato come negli anni '70 nel territorio del Comune di Dovadola fu costruita, in due momenti successivi, dall'allora Ministero della Marina Mercantile la struttura capace di ospitare 120 lavoratori portuali durante il periodo di cure termali che venivano effettuate nella vicina Castrocaro Terme. Quando questo tipo di cure non fu più a carico del sistema sanitario nazionale si determinò, com'è noto, la crisi del termalismo italiano, situazione che il settore soffre tutt'ora, e inevitabilmente il non utilizzo della "Casa del portuale" dovadolese. Essa fu di fatto colpevolmente abbandonata non mantenendo neppure in servizio il custode. Ciò ha determinato all'inizio un progressivo deterioramento della struttura e in seguito la sua totale devastazione. A questo punto lo Stato si ritrova proprietario non più di un albergo a quattro stelle attorniato da un vasto e straordinario parco ma di uno scheletro di cemento attorniato da una giungla. Tutto ciò, nel frattempo, è diventato un problema di sicurezza e di igiene.
Nel corso degli ultimi anni sono state espletati alcuni tentativi d'asta per vendere la struttura andati inevitabilmente deserti per l'alta valutazione data al bene e per l'insorgenza della crisi economica che perdura tutt'ora. In considerazione della situazione che si è venuta a determinare l' Amministrazione dovadolese ha proposto al Presidente Renzi che l'ex Casa del portuale venga ceduta gratuitamente dal Demanio dello Stato allo stesso Comune, affinché quest'ultimo possa procedere all'emanazione di un bando per la concessione in comodato gratuito del bene a chi presenterà il miglior progetto di recupero e riutilizzo del bene, in base alle previsioni urbanistiche vigenti che di fatto offrono la possibilità di una vasta gamma di opzioni in molti settori e in particolare nei settori del sociale e del sanitario. In alternativa è stato proposto che sia direttamente il Demanio a procedere in tal senso. "Qualsiasi altra ipotesi, ha scritto il sindaco Zelli, è destinata a naufragare miseramente, come la storia recente insegna, e il luogo è destinato sempre più a diventare un problema di ordine e sicurezza pubblica per tutelare i quali saremmo costretti ad agire di conseguenza, compresa la richiesta alla proprietà di ripristino dell'area alla situazione precedente alla costruzione".
 

 

Avviati i lavori Hera di bonifica rete acqua in via Treggiolo

Cantiere DovadolaIl 26 maggio sono iniziati i lavori di bonifica della rete acqua e di rifacimento di nuovi allacci su un tratto di rete pubblica di 1.200 metri in Via Treggiolo a Dovadola.
Nell'ambito dei lavori di rifacimento e bonifica, che saranno eseguiti dall'impresa locale Coromano per conto di Hera, una volta terminata la posa delle nuove condotte, come da progetto si procederà alla sostituzione degli allacciamenti di utenza nell'intero tratto di condotta sostituito.
L'importo totale delle opere è pari a € 120.000,00 e il termine dei lavori, se le condizioni meteo lo permetteranno, è previsto entro il 30 giugno 2014.
Durante l'esecuzione dei lavori si potranno verificare interruzioni temporanee dei servizi non programmabili: di questo, secondo la prassi Hera, in questi giorni sono stati informati i cittadini residenti nell'area interessata.
 

Piazza della Vittoria ancora più bella

Dovadola, Piazza della Vittoria è ancora più bella: finiti i lavori di riqualificazione
Dovadola, Piazza della Vittoria è ancora più bella:
finiti i lavori di riqualificazione

"L'attenzione ai più piccoli particolari - continua il sindaco Gabriele Zelli -. Anche per opere semplici come queste, è quello che fa la differenza tra amministrare bene o male un bene pubblico a favore della collettività"
Finiti i lavori di manutenzione straordinaria della Piazza della Vittoria a Dovadola. "I lavori di manutenzione sono stati completati venerdì come previsto dal cornoprogramma della Ditta Giovinstrada - riferisce il Vicesindaco Kabir Kanal -. Tutto è stato realizzato senza creare dei grossi disagi ai Dovadolesi che adesso si potranno godere una nuova Piazza molto più bella e fruibile grazie anche ai nuovi e più larghi stalli di parcheggio collocati, grazie allo studio approfondito del geom. Emilio Acquilino del Comune, con angolature tali da agevolare l'operazione di parcheggio anche per gli automobilisti meno esperti".

 

Corso di Italiano per stranieri

Prosegue con grande successo il corso di italiano per stranieri organizzato dall' amministrazione comunale di Dovadola per gli stranieri adulti residenti a Dovadola e nei comuni limitrofi.
Alle 13 partecipanti iniziali si è aggiunta nei giorni scorsi una giovane proveniente dal Bangladesh che appena arrivata in Italia è stata subito coinvolta dalle connazionali e "trascinata" alle lezioni che si tengono ogni giovedì dalle 18.00 alle 19.00 presso la sede della Protezione Civile di Dovadola. Alle lezioni del corso le alunne imparano vocaboli e frasi da utilizzare nelle normali azioni quotidiane quali fare la spesa, acquistare capi d'abbigliamento, chiedere gli orari dell'autobus, compilare moduli e documenti. "Grazie a questa iniziativa, non solo viene favorita l'integrazione degli stranieri nella comunità, ma viene favorita anche l'integrazione fra le varie etnie presenti evitando così che si formino gruppi chiusi e isolati" commenta il consigliere Chiara Mattielli che ha proposto e seguito l'iniziativa. "Le partecipanti sono ora talmente affiatate che durante le lezioni si aiutano, si suggeriscono e si divertono. Lo dimostra il fatto che stanno già organizzando scambi culinari tra di loro ed hanno accolto con entusiasmo l'idea di preparare dei piatti tipici dei loro paesi per la Festa del Paese che quest'anno è prevista per il 2 agosto ed avrà appunto questa connotazione multietnica".

 
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