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Dovadola: brucia e' zöch 'd Nadêl (il ceppo di Natale)

Dal 24 dicembre in piazza Marconi, a Dovadola, brucia "e' zöch 'd Nadêl" (il ceppo di Natale) che rimarrà accesso fino al giorno dell'Epifania. Ad alimentare il fuoco e a preparare le cene durante il corso di tutte le serate del periodo (cene aperte a tutti a prezzi modici) si alterneranno le associazioni dovadolesi: Pro Loco, Protezione Civile, Historich Val Montone, Chi burdel ad Dvedla, Real Dovadola, Associazione Genitori in collaborazione con i cacciatori, e Associazione Ciclistica Dovadolese. Per il 31 dicembre la festa di fine anno sarà organizzata dal Circolo Azzurro e dal ristorante La Scaletta. Com'è nata l'idea di riproporre la consuetudine dell'accensione del ceppo in piazza, quando un tempo avveniva nel focolare delle case, soprattutto quelle contadine, lo ricorda Pier Luigi Toledo, storico medico del paese nonché cultore della storia locale. "Simbolo di unione fraterna, scrive in una nota inviata al sindaco Gabriele Zelli, forse non tutti sanno chi fu il primo pioniere del fuoco di Natale in piazza a Dovadola. Lo accese, prosegue Toledo, con la sorpresa di molti, alla mezzanotte di Natale di tantissimi anni fa Tebaldo Samorì (scomparso da tempo ndr). Tebaldo possedeva una Mercedes che com'è noto era dotata di un porta bagagli molto ampio. Lo riempì di ogni bene: salsicce, costole di maiale, aringhe e quant'altro servisse per far festa. Sul sedile anteriore dell'auto troneggiava una damigiana di vino sangiovese. Il fuoco fu sistemato su di un braciere traballante tanto che la pentola del vin brulè rischiava di rovesciarsi. Si ebbero delle noie con gli abitanti delle case prospiciente piazza Marconi per colpa del fumo. Alcuni generosi, prosegue nel ricordo Toledo, si prestarono a dare una mano, forse perché golosi di ciò che Tebaldo aveva sistemato sulla graticola. Gran successo ebbero le aringhe, viatico propiziatorio al sangiovese delle Casacce, il podere allora coltivato da Tebaldo Samorì. Qualcuno propose di effettuare un'offerta libera per concorrere alle spese sostenute. La risposta di Samorì fu: "Neanche per idea...sa vut fe paghè e Nadêl? (Vuoi forse far pagare per Natale?). Il colpo di volano, conclude il racconto Toledo, fu procurato, gratuito e spontaneo. Il ceppo di Tebaldo portò calore al cuore e al palato dei Dovadolesi". Da allora l'iniziativa è proseguita e ogni anno è stata migliorata la logistica. Quest'anno gli stand sono più accoglienti e anche i menù delle proposte gastronomiche sono più vari. Si può cenare a partire dalle ore 19.00 a prezzi convenienti. L'alto afflusso di persone provenienti anche da fuori non consente più di non far pagare. Ma l'accoglienza e l'ospitalità dei Dovadolesi è proverbiale, quindi, tempo permettendo, l'invito che parte dal paese del tartufo è rivolto a tutti coloro che vogliono condividere un momento di allegria attorno al fuoco. Senza dimenticare le possibilità di cenare in uno dei ristoranti del paese gustando prodotti di stagione e piatti della tradizione romagnola: la Rosa Bianca da Moreno 0543933344, la Trattoria Montepaolo 0543934406, gli agriturismi: San Ruffillo 0543934674, Ca' di Rico 3475709216 e Villa Renosa 0543934499, i ristoranti e pizzerie: La Scaletta 0543934735, I Fondi 0543934475 e la Struzzicheria da Gino 0543932517.

 

l'albero di Natale a Dovadola

Il grande albero di Natale di Dovadola, collocato dal Comune, dalla Pro Loco e dalla Protezione Civile ai primi di dicembre, nella centrale piazza Marconi, è stato ulteriormente addobbato dagli alunni della scuola elementare del paese. È avvenuto nei giorni scorsi, quando, accompagnati dagli insegnanti, i giovanissimi studenti hanno portato una serie di oggetti di loro creazione che sono stati utilizzati per incrementare il fascino di quello che in tutte le piazze delle nostre città è diventato il simbolo delle prossime festività. L'iniziativa, che  si è svolta il giorno successivo alla terribile strage di Peshawar (Pakistan) costata la vita a 142 persone, 132 erano bambini, ha assunto anche un significato simbolico di richiesta di estrema attenzione nei confronti dell'infanzia affinché, come ha evidenziato nel suo intervento di saluto il sindaco Gabriele Zelli: "I giovani diventino effettivamente i protagonisti del nostro futuro e non strumenti per alimentare odio e violenza".
Con un canto natalizio gli alunni dovadolesi hanno portato infine i loro auguri a tutto il paese, così come hanno fatto anche giovedì 18 dicembre nei confronti degli ospiti della Casa di riposo Zauli quando sono recati in visita presso la struttura.

 

 

 

 

 

 

EVENTI annuali a Dovadola

Nome Evento Descrizione Data
svolgimento
Orari Costo
         
FIERA E SAGRA DEL TARTUFO Il tartufo nasce spontaneo nelle colline di Dovadola.
Varie specialità servite negli stand gastronomici predisposti dalla Pro Loco: tagliatelle fatte col matterello, polenta, crostini, panzerotti, uova.
La festa avviene in Piazza Berlinguer e in tutte le vie del paese.
3^ e 4^ domenica  ottobre 10:00 - 20:00 Ingresso libero
AL ZOCCO DI NATALE Serata attorno al fuoco in Piazza Marconi, organizzata dalle associazioni di volontariato.
Ogni sera menù diverso con piatti della cucina romagnola.
dal 24/12 al 06/01 18:00 - 23:00 Ingresso libero

 

 
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